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I Film



CANNES 2017: L'atelier
di Laurent Cantet, con Marina Foïs, Matthieu Lucci
FRANCIA 2017

Palma d'oro a Cannes 2008 con il film “La classe”, Laurent Cantet torna sulla Croisette per presentare la sua nuova (e come sempre stimolante, graffiante) pellicola all’interno della sezione Un Certain Regard.

Protagonista de “L’atelier” è l’attrice Marina Foïs nei panni di un'autrice di romanzi intenta a condurre un seminario di scrittura a un gruppo di giovani studenti della città portuale di La Ciotat. Alle lezioni sulla scrittura si accompagnano ogni tanto delle immagini di repertorio relative al passato della città, mentre fra i ragazzi si instaura un legame intenso che nasce proprio dall'espressione creativa e dalla condivisione di idee ed esperienze. Sarà tuttavia l’indole ribelle di uno di quei ragazzi, che è attratto dall’idea della violenza come forma di conoscenza della vita, a creare un corto circuito con quella donna che invece la “narra” nei suoi romanzi in maniera ipocritamente borghese, quasi volesse inconsciamente negarla.

Sguardo acuto sulla società contemporanea, “L'atelier” è un film in cui la riflessione sulla scrittura riesce ad amalgamare una classe variegata composta da ragazzi di origine araba e africana, tanto reazionari quanto progressisti. Il film rievoca dunque le caratteristiche vivaci di una zuppa di cipolle, un piatto tipico francese dalla consistenza liquida (come quei giovani, rispetto alla vita) da cui ogni tanto spunta però una nota graffiante, rappresentata dai crostini che se inghiottiti interi possono anche far male. La cipolla poi ha un gusto sì predominante, ma per sua natura tende a sfaldarsi proprio come fanno alla fine i giovani di questo film nel rimanere scossi, cioè senza più riferimenti di pensiero, dopo aver ascoltato lo scritto autentico e toccante del loro compagno di classe.

Marco Lombardi


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