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I Film

Il Grinta
di Ethan e Joel Coen, con Jeffes Bridges, Matt Demon, Hailee Steinfeld
uscita in Italia: 18 febbraio 2011


È appena stato presentato come film d’apertura alla Berlinale, e si giocherà un po’ di chance ai prossimi premi Oscar del 27 febbraio. Ma “Il Grinta”, remake del celebre film del 1969, quello che valse a John Wayne l’unica statuetta della carriera, è il classico film non necessario/non sentito/di mestiere fatto da due grandi autori – i fratelli Coen – che il cinema lo conoscono assai bene, e lo sanno fare altrettanto bene, ma hanno deciso di cimentarsi con un esercizio di stile, alla ricerca della figurina mancante, appunto il western, avendo loro rivisitato quasi tutti i generi cinematografici. Per questo “Il Grinta” è come un vino di grande effetto immediato che t’avvolge tutto il palato, e i sensi, e da lì il corpo, ma poi finisce in un attimo, non ha persistenza, studiato e ragionato com’è: quando si esce dalla sala, o si abbandona il bicchiere sulla tavola, vuoto o semivuoto che sia, tutto si dimentica. La storia di quel film, e la storia che ha portato a bere quel bicchiere; le emozioni indotte da quel film, e le emozioni che il vino ha provato a raccontato al tuo cuore e alla tua mente, nella speranza che entrambi se le ricordassero nel tempo.
La ragazzina che assolda due lestofanti come lo sceriffo Matt Demon (che nel film fa lo sfigatello, ma interpreta uno dei suoi migliori personaggi di sempre) e quell'ubriacone che di mestiere fa il cacciabirboni (e nel film viene interpretato da Jeff Bridges) è di grande impatto emotivo, e non tanto perché l’attrice è brava/bella/in parte, soprattutto perché coi suoi pochi anni sa dimostrare coraggio e personalità a chi quelle virtù se le mette addosso come due bandiere (strappate). Ma il cammino alla ricerca dell’assassino del padre è lungo, il finale già scritto, e non bastano i tratti grotteschi che i Coen appiccicano alla storia e ai suoi personaggi, rispetto al film del ’69, per non relegare “Il Grinta” nell’elenco dei loro grandi film senza una grande anima.

Marco Lombardi


Potiche