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I Film



VENEZIA 2012
: Bad 25
di Spike Lee. USA 2012

Di Michael Jackson è stato scritto di tutto. Troppo, e troppo sul personaggio, il cui gossip – reale o sceneggiato che fosse – ha finito per imporsi sull’artista, fino a distruggerlo. Ora che tutto questo teatrino è finito rimangono le sue canzoni e il suo modo di interpretarle, con delle coreografie che sono state riconosciute persino da molti ballerini di danza classica come qualcosa di unico. Tutto questo può piacere o non piacere, ma chi ama Michael Jackson, lo ama per davvero. Senza sovrastrutture.

Uno di questi è Spike Lee, il cui “Bad 25” è infatti un documentario che a tratti può sembrare un servizio giornalistico, ma di fatto è cinema, capace com’è di restituirci la tenera poetica di Jackson senza far sentire la mano (talora ingombrante, nei documentari) del regista. Spike Lee si limita infatti a dar voce ad amici, artisti, produttori e musicisti che lo conobbero bene, soprattutto con riferimento a “Bad”, un album che grazie ad alcuni brani di valore assoluto (“Liberian girl”, “Smooth criminal” “Man in the mirror”) può considerarsi fra i migliori dell’intera storia del Pop. Il film parla anche dei video girati, video che Jackson chiamava cortometraggi, tanta era la cura narrativa e formale. Quello di “Bad” venne addirittura realizzato da un giovanissimo Martin Scorsese che si prestò a farsi mettere dentro una foto segnaletica (il classico “Wanted”) che viene ripresa nel film. “Papà, ma t’hanno arrestato?”, chiese preoccupata la figlia di Scorsese dopo aver visto il corto.

“Bad 25” ha la cremosità e la dolcezza di una pasta e fagioli conservata in frigo e poi riscaldata, ma al suo interno anche dei granelli che comunicano allo spettatore parte della sofferenza di Jackson. Granelli che sono dati da quei fagioli che non hanno voluto sapere di amalgamarsi del tutto, così che la loro consistenza farinacea finisce per “graffiarci” il palato.

Marco Lombardi


Potiche