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I Film



VENEZIA 2012
: Pietà
di Kim Ki-duk, con Cho Min-soo, Lee Jung-Jin. Corea del Sud 2012

La vendetta è senza dubbio l’ingrediente principale dell’ultimo lavoro del regista coreano Kim Ki-duk che, da maestro dell’ironia qual è, ha deciso di depistare lo spettatore battezzando la sua opera “Pieta” (ispirandosi dichiaratamente alla scultura michelangiolesca) per poi mescolare sentimenti contrastanti e sconvolgenti, antitetici e tragici, quelli insomma che ci rendono “umani” per definizione.
Protagonista della storia è un giovane e spietato addetto al “recupero crediti” che lavora per uno strozzino e si diletta a seminare una scia di disperazione, ben oltre il necessario. A fare da sfondo c’è poi uno “sfigatissimo” sobborgo di artigiani destinato a una inesorabile autodistruzione, per fare spazio alla dilagante macchina del capitalismo metropolitano.


In questo cupo e miserabile scenario la madre del protagonista, colpevole d’abbandono, irrompe dal passato per “recuperare” a sua volta un rapporto che non c’è mai stato e la cui assenza sembra aver causato l’incapacità di compassione del giovane aguzzino. Una rilettura orientale, quindi, dei più tipici temi delle tragedie greche, con tanto di colpo di scena finale.

La pellicola si presenta come un piatto classico dal sapore molto intenso, composto da elementi variegati tenuti insieme da una struttura assai compatta ed essenziale. Considerando che nulla come la vendetta si consiglia di consumarsi “a freddo”, la gelatina di pesce è il perfetto alter ego di “Pieta”. Se poi teniamo conto che è proprio un anguilla (come un cordone ombelicale) a suggellare il rapporto tra i due protagonisti, perché non metterci dentro la gelatina di pesce proprio un’anguilla?

Eleonora Tosti


Potiche