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Le vostre recensioni

BOTTURA come ANDERSON
di Lars Von Trier, con Nicole Kidman, Lauren Bacall e Stellan Skarsgård
febbraio 2011


Destrutturati, sorprendenti e ludici, sono questi i piatti che associo al cinema di Wes Anderson. Penso a film come Rushmore, I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou e Il treno per il Darjeeling, tutti film attraversati da un'ironia disincantata e a tratti malinconica. Un cinema colorato, tragicomico, surreale e stravagante in cui non ci sono veri buoni e veri cattivi, e non esistono eroi, ma solo anti-eroi, e dove gli adulti si comportano come bambini, e viceversa. Un cinema in cui la colonna sonora emana una forza incredibile sino a fungere da sostegno, e si potrebbe paragonare all'intuito e al genio che completa la tecnica dello chef.
Così come Anderson - con un forte senso del gioco e dell'invenzione - ama contraffare la realtà e illudere lo spettatore, così Massimo Bottura col suo Magnum al foie gras, il bastoncino con intorno un croccante di fegato grasso ricoperto di nocciole piemontesi, intende far sorridere e stupire chi lo sta per mangiare. Penso anche alle ironiche Scatolette di pesce al gusto Simmenthal di Moreno Cedroni o all'Ham book di Davide Scabin, un finto libro ripieno di Pata Negra e crema di melone. Sempre di Scabin, “andersoniani” sono anche i famosi palloncini all'elio, gli Elio Camparilemonsoda, ottimi per non prendersi troppo sul serio e concludere il pasto con una risata.
Anderson destruttura certezze, scardina convenzioni e ricerca, attraverso l'ironia e il gioco, nuove prospettive. Mescolando, scomponendo e ricreando, così come farebbe un grande chef con un sapore e una materia prima.

Marta (Master Gambero rosso 2011)



Ma certo! Come faccio nella mia Cinegustologia, hai paragonato l’approccio espressivo di un regista con la filosofia gastronomica di uno chef. Grazie Marta!

Marco


Potiche