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I Vini

Castelfeder
Chardonnay “Burgum Novum”
gennaio 2012


      È difficile, in questo caso, decidere da dove cominciare… perché l’assaggio del vino e la visione del film sono state pressoché contemporanee, unendosi – cinegustologicamente! – in maniera perfetta, come se provenienti da un’unica esperienza. Partiamo dal vino, e partiamo col dire che Castelfeder è una cantina eccellente che – grazie alla sua storia, e grazie al suo futuro, che si chiamano Ines e Ivan – produce dei vini straordinari, nel senso che in tutti si percepiscono i singoli vitigni, e in tutti si sente un lavoro di cantina “ragionato” che si somma all’uva senza stravolgerla, anzi, rispettandola e valorizzandola. Lo Chardonnay “Burgum Novum” risponde pienamente a questo approccio “filosofico”, perché se da un lato si sentono gli aromi floreali tipici del vitigno e soprattutto la frutta (dalla banana al pompelmo alla nocciola), il legno sembra volerli abbracciare tutti insieme senza coprirli, perché la vaniglia e il burro che aggiunge fungono semplicemente da collante, creando un equilibrio complessivo davvero mirabile.
      Lo stesso genere di equilibrio lo ritroviamo nell’ultimo – e molto annunciato – film di Martin Scorsese, “Hugo Cabret”, che si giocherà con “The artist” i maggiori premi Oscar 2012. Il film racconta la storia di un orfano che vive in una stazione ferroviaria e cerca d’aggiustare uno splendido robot meccanico che suo padre gli ha lasciato prima di morire… facendo questo conosce un uomo molto burbero che di nome fa Georges Melies, il regista/inventore degli effetti speciali, quando ancora erano artigianato, non virtualità. Eppure il ragazzino è bravissimo con la meccanica, riparando orologi e congegni vari… ed è proprio questo incrocio fra la manualità e la tecnica che fa pensare allo chardonnay di Castelfeder. La stessa regia del film è – come il vino – data da un mix di romanticismo (che sgorga spontaneo) e “struttura”, ragionata e studiata…

Marco Lombardi


Potiche