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Le vostre recensioni

Tancredi
Donnafugata
gennaio 2011


La Sicilia è una terra intrisa di simbolismo, dove l’antropologia, gli eventi e la cultura si intrecciano profondamente, creando una storia plurimillenaria che è la più vetusta d’Italia. Cupa, passionale e violenta, ti può accarezzare o bruciare, come il suo sole. E come il suo vino. Bevendo il Tancredi, il più premiato di Donnafugata, non posso evitare l’accostamento al “Gattopardo” di Luchino Visconti. Al di là della facile associazione con i nomi Tancredi e Donnafugata, che corrispondono a quello del nome del nipote del principe di Salina e della residenza in cui hanno luogo parte degli avvenimenti descritti nel romanzo e nel film, la robustezza e il calore che il vino presenta si associano perfettamente all’intensità con cui gli avvenimenti storici del tempo venivano vissuti e riportati nell’interpretazione letteraria e cinematografica. Un po’ come il giovane Alain Delon del film, che appare allo spettatore come un vino allo stesso tempo forte ed elegante.

Nazzarena (Master Gambero rosso 2011)


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