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Madeleine
Midnight in Paris
Marzo 2020

 

Anni ’20. Come si fa a non provare nostalgia per un decennio così? Les années folles (e ruggenti) della Lost Generation dello scrittore statunitense Ernest Hemingway. A Parigi, nei café di Montparnasse, si potevano infatti incontrare artisti come Francis Scott Fitzgerald, Cole Porter, Salvador Dalì, Pablo Picasso, lo stesso Hemingway e molti altri. Lo sa bene Woody Allen o meglio Gil, il protagonista di “Midnight in Paris”, film del 2011 scritto e diretto da Allen. Gil Pender è un giovane sceneggiatore di Hollywood in vacanza a Parigi con la sua fidanzata Inez e i genitori di lei. Nonostante il successo professionale, Pender sogna di diventare uno scrittore ed è alle prese con il suo primo romanzo. Quale città meglio di Parigi può offrirgli la giusta ispirazione? Come per magia, una sera viene catapultato nell’epoca in cui ha sempre desiderato vivere: la Parigi degli anni venti, dove incontra i suoi più grandi idoli culturali.

Fondamentale l’incontro con Adriana, musa e amante di molti artisti come Picasso e Modigliani, con cui scoprirà di condividere lo stesso spirito nostalgico che caratterizza la sua esistenza. Questo sentimento malinconico per un passato idealizzato è la cosa più dolce e tenera che esista, profumata di burro. Ecco allora servite le petit madeleine, il dolce preferito di Hemingway e non solo. Senza attendere lo scoccare della mezzanotte ogni sera, come fa il protagonista di Midnight in Paris per rivivere un’epoca d’oro, possiamo vagare nel tempo mangiando madeleine e sorseggiando una tazza di tè pregiato. Cosa c’è di più vintage? Cibo d’infanzia di Marcel Proust, le madeleine sono famose per aver ispirato lo scrittore nella stesura della sua opera più importante: “À la recherche du temps perdu”. Burro, farina, uova e zucchero sono gli ingredienti principali per realizzare questi soffici dolcetti che hanno la capacità di rievocare in chi li mangia memorie legate a un passato lontano fatto di sapori e momenti .

Adriana Ruocco