Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player

...
......

SCOPRI
I FILM
CON LA CINEGUSTOLOGIA
________________________

SCOPRI
I PIATTI
CON LA CINEGUSTOLOGIA
________________________

SCOPRI
I VINI
CON LA CINEGUSTOLOGIA
________________________

RACCONTA
LA TUA CINEGUSTOLOGIA

_________________________


I Vini

Olio Fruttato intenso
Sant’Anna
dicembre 2012


Che c’entra un olio in mezzo ai vini? C’entra, e non solo perché pure lui è un liquido, e neanche perché da un po’ di tempo gli oli li si degustano in bicchierini con tutta una serie di valutazioni olfattive/gustative/tattili: piuttosto perché si tratta di un complemento che, proprio come i vini, deve trovare il suo giusto abbinamento coi piatti. Anzi, più ancora dei vini, dato il suo contatto fisico coi cibi.

Detto questo, sono oramai molte le regioni che producono degli oli più che seri, la Puglia è una di queste. Ho conosciuto quest’olio durante un viaggio a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dormendo in un delizioso agriturismo gestito da una ragazza tanto dolce quanto intraprendente che lo produce come fosse un testo scritto, da leggere e interiorizzare. La bottiglia che immancabilmente mi sono portato a casa prima è finita su un’insalata di verza, poi in un bicchierino, solo soletto. Sono due le cose che mi hanno colpito: l’amarezza e la grassezza. La prima perché ha tutta una sua progressione che la fa sembrare sempre diversa, anche a seconda dell’azione della parte grassa; questa, piacevolissima, m’ha fatto pensare al burro (che paradosso!) e alla frutta secca, noci in testa, ma anche ai frutti tropicali. La cosa che più di tutte m’ha colpito, peraltro, è che questo olio ha un fantastico squilibrio: la parte amara e quella grassa sembrano due persone che percorrono strade parallele e ogni tanto si guardano, a volte si avvicinano per parlarsi, altre proseguono dritte senza curarsi l’una dell’altra. Io odio gli equilibri a tutti i costi, nei vini come nei piatti, perché credo che la personalità emerga più dalle punte che dalle rotondità, ed è perciò che questa doppiezza m’ha fatto pensare a un’altra meravigliosa doppiezza, quella dell’ultimo film di Ken Loach, “La parte degli angeli”, che fra le varie cose fotografa il mondo dei degustatori di whiskey. Un po’ sulla falsa riga de “Il mio amico Eric”, il film mette insieme la consueta analisi sociale (amarissima) di una gioventù che parrebbe non avere futuro con un approccio da commedia, talora comica, che è dolce (come la frutta) e pure grasso. Che ride dell’amaro. Nel film le due anime stanno separate ma splendidamente insieme. Esattamente come nell’olio Sant’Anna.

Marco Lombardi