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I Piatti

Pizza alla ricciola
Casa Vitiello
Novembre 2017

 

L’attenzione agli impasti è una delle ultime frontiere dell’alta gastronomia, e così succede che un grande stellato come Roy Caceres (il colombiano di Metamorfosi, a Roma) diventi amico del giovane Ciccio Vitiello – un pizzaiolo emergente con le idee già chiare – sino ad andare a “casa sua” (appunto a Casa Vitiello, a Tuoro, una villetta familiare trasformata in pizzeria che si trova a pochi chilometri da Caserta) per “appoggiare” i suoi piatti su degli impasti via via diversi, in grado di accoglierli al meglio. Fra le varie creazioni andate in scena il 12 novembre c’è stata una (meravigliosa) pizza all’impasto di grano arso con provola di bufala, ricciola, pomodoro torpedino, avocado e nasturzio che ricorda moltissimo il film Ogni tuo respiro, presentato in anteprima mondiale al festival di Toronto 2017 e ora nelle sale italiane. La pellicola racconta la storia (vera) di Robin Cavendish, ottimamente interpretato dall’attore (già in odore di Oscar) Andrew Garfield, un giovane che – dopo aver sposato e avuto un figlio da una splendida ragazza – scopre di avere una poliomielite che gli inibisce la stessa funzione respiratoria, costringendolo a dipendere da un respiratore meccanico. In quegli anni gli ospedali erano come delle prigioni, ma il protagonista – dopo aver resistito alla tentazione di farla finita – riuscì non solo a tornare a casa, anche a “inventarsi” una sedia a rotelle con tanto di respiratore elettronico che gli permise di vivere una vita normale in famiglia, facendo persino dei viaggi. Il finale del film affronta il tema (amaro) dell’eutanasia, un sapore che è rinvenibile proprio dal grano arso, ma tutto intorno al piatto ci sono morbidezze e dolcezze, a rappresentare la felicità che Robin riuscì comunque a vivere. Oltre a questo la pizza mette in scena l’acidità della marinatura del pesce e pure del pomodoro, un sapore che simboleggia la “reazione” che il protagonista ebbe rispetto all’ingiustizia della malattia visto che i nostri muscoli facciali “reagiscono” all’invadenza dell’acido in maniera spesso evidente.

Marco Lombardi