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SPECK e HABEMUS PAPAM
Uno speck prodotto dall'agriturismo Kuckuckshof, a Egna (BZ), incontra il film di e con Nanni Moretti, Michel Piccoli, Margherita Buy, Renato Scarpa, Jerzy Stuhr (uscito in Italia il 15 marzo 2011)


Capita purtroppo con molti affettati, anche se di qualità: la consistenza della carne e della parte grassa è simile, così che la bontà si gioca tutta sui profumi e sui sapori, e non sulle consistenze. È però successo che a inizio aprile, quando mi trovavo a Montagna, in provincia di Bolzano, per partecipare alla giuria dei Pinot neri italiani, gli organizzatori della manifestazione abbiano portato me e i colleghi in un agriturismo di Egna, il Kuckuckshof, dove abbiamo bevuto bene e cenato meglio. Fra tutti i piatti “divorati” quello che m’è rimasto indelebilmente impresso è stato un tagliere di speck la cui parte grassa aveva la consistenza di un burro di malga, e si scioglieva in bocca molto prima della carne, così da sembrare un ricciolo di panna (splendidamente) aggiunto al salume.
Per pura casualità, ma di fatto celebrando a mio modo i 150 anni dell’unità d’Italia ☺, una settimana dopo mi trovavo a Cosenza alla Primavera del cinema italiano dove, fra la presentazione della Cinegustologia e molti bei film, sono riuscito – come “fuori programma” – a vedermi “Habemus papam”. L’idea della pellicola è geniale, e il modo in cui Moretti racconta l’incapacità di un neo-papa ad accettare l’incarico ricevuto, sentendo su di sé tutto l’irrisolvibile smarrimento della contemporaneità, è appunto a due vie, unendo la croccantezza carnosa e salata del Nanni più tradizionale, quello “crudo” nei confronti del mondo, alla sua tenerezza “grassa” che ama lo sport come quando da bambino seguiva le trasferte della squadra di pallanuoto dei grandi (“Palombella rossa”), e gioca con gli altri e con la vita con una specie d’infantilismo divertito, quasi quasi un po’ felliniano. Insomma, questo per dire che “Habemus papam” m’è parso una specie di alter ego di quello speck altoatesino. Meglio però che nessun lo dica al buon Nanni, le sue reazioni sono sempre pericolose…

Marco Lombardi


Potiche